NOTTURNO TEPPISTA


(...)
AMO LE VECCHIE TROIE
GONFIE LIEVITATE DI SPERMA
CHE CADONO COME ROSPI A QUATTRO ZAMPE SOVRA LA COLTRICE ROSSA

E ASPETTANO E SBUFFANO ED ANSIMANO
FLACCIDE COME MANTICI.

(campana dino)



Venezia: Federico, io.




FRANCOTIRADOR



A. Boetti


  

CONSIDERATI  PIEGATO

nell'essere-male, 
nell'industria del dolore (cellula del suo male),
nell'intestino infame del suo palpito,
nel suo ventre canino, sua genesi, sua vita,
ALLA SUA GENIA,
e io custodia,
LI',
nel cranio del cranio 
dove asciuga (lo spasmo) il sudicio sentire,
LI' TU, quel putrido 'io' tuo, s'estingue
marcisci altrove
non qui.



"Ho creato tutte le feste, tutti i trionfi, tutti i drammi. Ho cercato di inventare nuovi fiori, nuovi astri, nuove carni, nuove lingue. Ho creduto di acquisire poteri sovrannaturali. Ebbene! devo seppellire la mia immaginazione e i miei ricordi!"






a morte l' E G O
      G
      O

BASTA...mammiferi!

BASTA COL RIPRODURVI CON LE PAROLE!
PER POI FICCARE  UN DITO NEL COSTATO,
UNA MANO TRA LE COSCE SUSSURRANDO LA MERDA EQUINA, LA MERDA BOVINA,  E UN: -OH, AH, AH, AH!!!!!
BASTA CON LA BAVA DEMOCRATICA,
CON LA DEMOCRAZIA DEGLI AFFETTI,
CON LA  FACCIA VOSTRA CHE ORINA E PISCIA PER OGNI SOLLECITO IN VESCICA.
CONTENETEVI...PISCIATEVI ADDOSSO!
PISCIATI SOTTO, MA NON SULLA MIA BONIFICA
QUI TUTTO E' SANTO.
MARCITA CANCRENA-GRAMEGNA CHE SEI!



'un'anima in uno sputo.'

PER NULLA IN FIAMMA
PER TUTTO SI PISCIA

e (per M.)
...tuttavia, compreso s'è, quanto insignificante sia quel balbettio tuo paternalistico diplomatico democristiano.

ONNISCERE
TRASUMANARE
EVACUARSI 
BONIFICHE DI NERVI

e se stai per dirmi un: "e.." 1.COERENZA 2.CONTINGI 3.SIGNIFICA.



              RIDEFINIRE IL NEMICO
SOLE E CARNE




Ah! Com'erano dolci quelle parole tante volte ridette!

 
O splendore della carne!



A UNA INDOLENTE DRIZZATA TESTA DI CAZZO DEL MATTINO:

ti avrei fatto scomparire












“E poi, e poi e pur sempre altrove
 che io comunico….”
Jules Laforgue



Etica dell'esercizio, ossia consequentia mirabilis, dimostrazione e affermazione del metodo.


Scriviamo qui di affezioni, dell’essere affetti da idee. Pratica, esperimento ed esercizio.
E’ cupidità immoderata* che tende verso il nucleo, l’Uno, il Vero. 
E rimuove, ma allo stesso tempo avvicina la catastrofe, l’errore, il Singolo.
O scosta come costole spurie che mai sterno sfioreranno. E genera, sì, l’opera. 
Studi verso l'assoluto che il sé impone sono assoluto stesso. Senza tregua l'attributo aliena, emancipa, trasumana.
"Non esiste alcun testo scritto", ma questa affermazione è scritta.
Idee-supera-traduzioni, riproduzioni e lapsus linguae, laconiche ripetizioni seriali d’equazione: proposizione-dimostrazione. 
Deleuze presenta Masoch attraversando K. Ebling. Ed Ebling raccoglie attentati d’abominevoli crimini, disordini sessuali con immancabile freddezza scientifica. Ma ecco che a pagina 396 il suo tono cambia. Umanizza s’una irrilevante perversione (se con le altre confrontata): quella dei "collezionisti di trecce". Ebling è qui nudo. una tale caduta umana, un tale cedere a grammatiche più intime, lo distolgono dalla solita parossistica anestesia linguistica. Ecco il caso limite che genera errore, che provoca fratture, che opera arte. 


Valentina Dell’Aquila. Dicembre 2013.

biennale coi miei alunni. ricordo la vergogna nel mostrarmi (ai loro occhi) attratta da uno scheletro.
non

kosuth: con giuseppe un pomeriggio, cercando qualcosa che mi ricordasse te.
daniela e lucio fontana. presunta primavera. malessere ma lei no.
 amore: proprio perché non ci pareva fosse.
artiglieria seicentesca 
Nico, vita mia. Ti fotografavo e già non eri più mio.

roma. my bloody valentine, vatican shadow. springtime e tanta merda 
delle cose, delle persone -che non sento mai nel durante- ricordo solo il mio ultimo sguardo verso loro. di quello loro poco mi fotte. questa foto è l'ultima occhiata pigra al liceo che non ho vissuto se non quando io  già  più non v'ero. l'altrove mi ammazza. il contempo m'atterrisce.